Tour of the Alps 2026, Giulio Pellizzari mette il sigillo finale!
Giulio Pellizzari conquista l’ultima tappa e si porta a casa il Tour of the Alps 2026. Il leader della Red Bull – Bora – hansgrohe stacca tutti nel corso dell’ultima salita, anticipando le offensive della Ineos Grenadiers, riuscendo ad arrivare in solitaria sul traguardo di Bolzano, dove può festeggiare il suo secondo successo parziale, nonché la prima vittoria in una corsa a tappe da professionista. Lo scalatore marchigiano chiude così con 30 secondi di vantaggio su Egan Bernal (Ineos Grenadiers), Michael Storer (Tudor Pro Cycling) e Thymen Arensman (Ineos Grenadiers), con i due corridori della formazione britannica che lo seguono anche nella generale, rispettivamente a 40 e 50 secondi.
Nono di giornata dopo essere stato al servizio del proprio capitano, Giovanni Aleotti (Red Bull – Bora – hansgrohe) termina la tappa a 2’20”, completando anche la Top10 finale, dalla quale escono invece Mattia Gaffuri (Picnic PostNL) e Alex Tolio (Bardiani CSF 7 Saber), oggi rispettivamate 28° e 19° al traguardo, finendo così la corsa in 15ª e 19ª posizione. Meglio di loro fa Domenico Pozzovivo (Solution Tech Nippo Rali), che termina la tappa 14°, a 4’42”, finendo la corsa al 14° posto, a 5’27” da Pellizzari.
Il video dell’arrivo
Il racconto della tappa
Le prime fasi di gara sono subito molto dinamiche, con numerosi scatti che immediatamente fanno capire le intenzioni di gran parte delle squadre. Dopo una serie di offensive, al comando sulla prima salita di giornata si forma un tentativo che si rimescola più volte fino a definirsi con una composizione di 17 uomini. Lennart Jasch (Tudor Pro Cycling Team), Sam Oomen (Lidl-Trek), Roman Ermakov (Bahrain Victorious), Sean Quinn (EF Education – Easypost), Alastair Mackellar (EF Education – Easypost), Juan Felipe Rodriguez (EF Education – Easypost), Koen Bouwman (Team Jayco Alula), Chris Hamilton (Team Picnic Postnl), Luca Covili (Bardiani CSF 7 Saber), Vicente Rojas (Bardiani CSF 7 Saber), Mattia Bais (Team Polti Visitmalta), Andrea Pietrobon (Team Polti Visitmalta), Adrian Benito (Team Polti Visitmalta), Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), Mark Donovan (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), Tommaso Dati (Team UKYO) e Nicolò Garibbo (Team UKYO) non hanno tuttavia molto spazio e dopo 20 chilometri di gara il gruppo torna compatto.
A quel punto si lancia subito all’attacco Mark Donovan (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), che riesce a guadagnare venti secondi prima che alle sue spalle, su uno strappo improvviso, dal gruppo partano nuove azioni. Su di lui si riportano Lennart Jasch (Tudor Pro Cycling Team), Sam Oomen (Lidl-Trek), Rainer Kepplinger (Bahrain Victorious), Juan Felipe Rodriguez (EF Education – Easypost), Koen Bouwman (Team Jayco Alula), Vicente Rojas (Bardiani CSF 7 Saber), Márton Dina (MBH Bank CSB Telecom Fort), Mattia Bais (Team Polti Visitmalta), Nicolò Garibbo (Team UKYO) e il suo capitano Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team). Inizialmente il vantaggio è minimo, ma quando il gruppo realizza la composizione, concede il suo benestare e dopo 35 chilometri di lotta serrata, la fuga finisce per comporsi.
La Red Bull – Bora – hansgrohe concede così rapidamente oltre due minuti di vantaggio e a nulla serve un tentativo della nazionale austriaca, rimasta fuori dall’azione, di andare a chiudere. I battistrada si presentano così ai piedi del primo GPM con un vantaggio di 2’15”, che andrà poi ad aumentare visto che le maglie biancorosse si spostano, lasciando di nuovo spazio al team del leader, che non ha fretta. Allo scollinamento il margine è dunque di 2’45” e la situazione resta stabile fino al primo passaggio al traguardo, sostanzialmente prima di andare alla prima delle due scalate del Montoppio. Qui in testa al gruppo si porta la Jayco – AlUla, che alza notevolmente il ritmo, mentre davanti ovviamente la fuga comincia a perdere pezzi quando Donovan aumenta l’andatura per preparare l’azione di Pidcock.
Vedendo che da dietro il gruppo si avvicina sempre più, il campione britannico parte dunque a 40 chilometri dall’arrivo, seguito dal solo Rodriguez, che resta incollato alla sua ruota. I due fanno la differenza rispetto a tutti gli altri, progressivamente ripresi già nel corso della salita, ad eccezione del solo Dina, che resta inizialmente vicino alla coppia di testa, prima di cedere a sua volta inesorabilmente terreno. Allo scollinamento il duo al comando inizia la discesa con 20 secondi di margine sul campione ungherese, mentre il gruppo ha ridotto il ritardo ad appena 40 secondi, andando così rapidamente a riprendere anche l’ultimo uomo nel mezzo già nelle prime fasi di discesa.
Pidcock prova intanto a far valere le sue qualità, ma non corre troppi rischi e Rodriguez resta a contatto, rientrando non appena inizia la salita prima di staccare il britannico a 23 chilometri dall’arrivo. Il gruppo tuttavia ormai è vicinissimo grazie al forcing netto di Giovanni Aleotti (Red Bull – Bora – hansgrohe), che sfilaccia un gruppo già fortemente ridotto dall’azione della Ineos Grenadiers. Oltre al leader Giulio Pellizzari al suo compagno, in testa restano dunque solamente Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team), Thymen Arensman (INEOS Grenadiers), Egan Bernal (INEOS Grenadiers), Jakob Omrzel (Bahrain Victorious), Alexander Jefferson Cepeda (EF Education – Easypost), Ben O’Connor (Team Jayco Alula) e Chris Harper (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), oltre ai due ex fuggitivi che si aggrappano al treno come possono.
L’attacco di Pellizzari non tarda tuttavia ad arrivare, con il leader della generale che si muove a 20 chilometri dal traguardo, inizialmente seguito da Arensman e Bernal, che vengono tuttavia messi in difficoltà dal ritmo del giovane marchigiano, che resta così rapidamente da solo. Arensman a quel punto attende Bernal, prima che il colombiano lo stacchi a sua volta avendo gestito meglio lo sforzo. Sui due poi rientra Storer, capace anche lui di una ottima gestione dello sforzo, recuperando in progressione. Grazie anche al rientro del corridore australiano, il vantaggio di Pellizzari resta sempre contenuto nel corso dell’ascesa, tanto che allo scollinamento il margine è inferiore ai 15 secondi.
Pellizzari tuttavia mostra di avere più freschezza nel falsopiano che segue, dove in poco tempo raddoppia il suo vantaggio che mantiene stabile poi nella lunga discesa che porta nuovamente a Bolzano. In pianura arriva poi un ulteriore conferma che la gamba gira ancora benissimo visto che aumenta ulteriormente il suo margine fino a conquistare la sua seconda tappa con 30 secondi di vantaggio sul trio alle sue spalle, regolato da Bernal su Storer e Arensman. Se i distacchi sui primi rivali sono contenuti, molto più lontani tutti gli altri visto che la quinta posizione se la prende Omrzel con un ritardo di 1’10”, primo di un quartetto che aveva provato in qualche modo a organizzarsi in salita, mentre gli altri son tutti oltre i due 2’20” del suo compagno Aleotti, nono all’arrivo.
Risultato e Classifiche Tappa 5 Tour of the Alps 2026
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